Vitigni autoctoni : la vigna sperimentale di Luigi Mossi

Abbiamo visitato per voi un’interessantissima vigna sperimentale dove l’Università del Sacro Cuore di Piacenza sta studiando il comportamento di trenta vitigni autoctoni piacentini. Il progetto è seguito dal Professor Fregoni e dal dottor Zamboni in collaborazione con uno storico amante e conoscitore dei vitigni piacentini: Luigi Mossi, titolare dell’Azienda Vitivinicola Mossi di Albareto di Ziano Piacentino.

Proprio qui ad Albareto sono stati impiantati trenta vitigni autoctoni piacentini. La vigna ora ha 3 anni e inizia a dare frutti. Una cinquantina di piedi per vitigno, tutti allevati a guyot, posti in filari affiancati. Questa vigna è il proseguimento del lavoro di recupero e classificazione dei vitigni autoctoni piacentini svolto dall’Università nelllo scorso trentennio e si propone di fare un ulteriore passo avanti nella conoscenza di queste uve: verificare se qualche vitigno autoctono piacentino è adatto all’impianto produttivo, sfruttabile cioè per una produzione di vini su grande scala. Quest’anno con i primi grappoli, infatti, si procederà ad un’accurata analisi di tutte le uve impiantate e le più promettenti andranno alla microvinificazione.

Ma veniamo alla nostra visita: mancano pochi giorni alla vendemmia delle prime uve bianche, i grappoli sono belli da vedere, l’uva per alcune varietà è davvero bella. Qualche risultato è già arrivato: alcune varietà presentano una produzione troppo disomogenea tra un piede e l’altro, altre presentano una acidità troppo bassa per poter dare vini interessanti. Ma questo vigneto sperimentale sta gi à preparando delle belle sorprese…

Le varietà impiantate come uve bianche sono: verdea, besgano bianco, bianchetta di diolo, bianchetta di Bacedasco, molinelli, colombina, leck,lecco,santa Maria, melara, lisora, malvasia grigia, malvasia striata, bucalò, barbesino, calora, beverdino, stciuciucaera bianca, ortrugo. Le uve a bacca rossa sono fruttano, stciucaera nera, ervi, besgano nero, mostarino, crova, crovarina, plissona, gravarena, duraguzza, barbera. Chi volesse maggiori informazioni su queste verietà può fare riferimento alla pubblicazione realizzata alcuni anni fa dall’Università di Piacenza che raccoglie le schede ampelografiche di queste uve.

Vorremmo ringraziare, oltre al Professor Fregoni e al Dott. Zamboni che da anni si impegnano per il recupero delle antiche varietà di uve piacentine, anche il Sig. Luigi Mossi che ha messo a disposizione la sua lunga esperienza in vigna e in cantina per curare insieme ai ricercatori dell’Univesità tutte le fasi di crescita di questo vigneto, dall’impianto alle potature e ne curerà la vendemmia e vinificazione.

Torneremo su questo argomento nei prossimi mesi per raccogliere i risultati di questa ricerca.

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