Vendemmia 2005, in marcia verso la qualità

A distanza di un anno abbiamo reincontrato il presidente e il segretario del Consorzio di Tutela Vini Doc dei Colli Piacentini per un commento a caldo in corso di vendemmia. Abbiamo parlato della raccolta in termini di qualità, ma anche delle prospettive del settore vitivinicolo piacentino, la parola a Mario Chiesa, presidente, e a Enrico Cerruti, segretario.

Abbiamo trascorso questo ultimo mese con il naso all’insù cercando capire che tempo avrebbe fatto durante la vendemmia, ma chiediamo a lei: quali sono le caratteristiche di questa annata per il vino piacentino?
Questo è stato un anno importante per le notti fresche, quando non addirittura fredde, nell’ultimo periodo e questo ha differenziato la maturazione delle uve a secondo dell’altitudine. Hanno sofferto di più i vitigni internazionali che i nostri vitigni autoctoni o tradizionali come l’Ortrugo. Quindi si nota una differenza tra le zone di produzione ma con una buona, e omogenea, qualità sulle uve bianche precoci: sono contenti anche gli enologi e fanno buone previsioni.
Sulle uve rosse invece dobbiamo ancora raccogliere i dati finali, ma dai primi dati emerge un miglioramento generale della qualità e in generale una buona annata.

 

Nelle ultime settimane si sono uditi gridi d’allarme su una preoccupante discesa dei prezzi pagati per le uve. Cosa ne pensa il Consorzio di Tutela?
In realtà i prezzi delle uve sono scesi drasticamente rispetto a quelli pagati lo scorso anno, ma sono i dati della vendemmia 2004 che erano anomali rispetto all’andamento storico della zona: le uve sono state pagate più del solito nel 2003 e nel 2004 per motivi contingenti, l’annata calda e poco produttiva nel 2003, la grandinata che ha colpito larga parte delle nostre colline nel 2004. In realtà, quindi, se prendiamo in esame i prezzi degli ultimi anni si nota un calo lievissimo dei prezzi rispetto al 2001 e 2002, non si tratta di un dato positivo, certo, ma neppure così allarmante come i giornali hanno voluto far passare. Anche rispetto alle giacenze la situazione nelle nostre cantine non è molto preoccupante: le giacenze sono piccole e si riferiscono soprattutto a piccoli produttori (spesso anziani) che hanno saputo convertire la produzione in damigiana in produzione in bottiglia come richiede oggi larga parte del mercato. Entro il 10 ottobre i produttori dovranno eventualmente far richiesta per la distillazione e allora avremo delle informazioni sulle giacenze reali, ma anche questo non va visto come un dato negativo: la distillazione evita che vengano immesse sul mercato prodotti di qualità inferiore, o a prezzi troppo bassi, a vantaggio della produzione di qualità che sempre più sta caratterizzando i Colli Piacentini.

 

Mi riallaccio al suo discorso sul cambiamento in corso: cosa fa il Consorzio di Tutela per stimolare i produttori ad elevare la qualità del loro prodotto? E in generale, come si stanno comportando i vitivinicoltori piacentini su questo argomento?
La produzione di vino sui Colli Piacentini sta tornando alle medie storiche dopo essersi abbassata negli ultimi anni sia per ragioni contingenti che per il rinnovo di diversi ettari di vigneti che solo oggi stanno entrando in produzione. Si parla quindi di nuovi impianti e si può notare una riduzione di produzione per ettaro. La maggior parte dei produttori piacentini hanno oggi più di 65 anni ed è difficile ragionare con loro su un cambiamento dei modi di produzione. Ma alcuni di loro, così come i giovani della vitivinicoltura, stanno capendo che ci sono problemi e che per risolverli occorre puntare sulla produzione di qualità. Quando sono i giovani a guidare le cantine vengono fatte scelte accurate sia nella scelta dei prodotti (guardando all’interpretazione della singola annata) che nell’impianto di nuovi vigneti.
Molti produttori di uva inoltre conferiscono alle cantine sociali e anche qui abbiamo riscontrato una maggiore attenzione alla qualità. Infatti le cantine sociali hanno introdotto le figure dell’agronomo e dell’eneologo che offrono la propria consulenza ai soci conferenti aumentando l’attenzione alle scelte svolte in vigneto e alle considerazioni di fine vendemmia.

Il Gutturnio è il vino trainante per l’economia vitivinicola piacentina e il Consorzio sta facendo molto per promuoverlo. Avete intenzione di lavorare con la stessa intensità anche su altri vini piacentini?
Per ora manterremo alta l’attenzione sul Gutturnio per non disperdere le energie, ma tra i vini bianchi l’Ortrugo si sta distinguendo per l’incremento di vendite, quindi sarà probabilmente il prossimo vino su cui interverremo, ma è ancora presto per parlarne in termini concreti. In Italia poi sono gli spumanti che stanno conoscendo un buon trend di crescita (del 14-15%) e anche questo sarebbe un segmento della produzione piacentina su cui ragionare in termini di incremento e di promozione.

Il Consorzio Vini D.O.C. dei Colli Piacentini si trova a Piacenza in via Colombo 35, telefono: 0523/591720