La salvaguardia delle varietà di Ortrugo pre-clone

tenuta-pernice-vigneti-paesaggio Riprendiamo il discorso da là dove l'avevamo lasciato, con quel produttore che diceva che "per fare un grande dolcetto bisogna partire da un vigneto che contenga almeno 15 varietà di uva dolcetto." L'Ortrugo è l'unico vitigno in Italia che ha dato il proprio nome a una denominazione d'orgine, un passaggio davvero importante per il nostro territorio che potrebbe segnare l'inizio di una valorizzazione non solo burocratica o commerciale, ma anche produttiva di questo vitigno.

La vinificazione della Verdea nei Colli Piacentini

La tradizione della Verdea risale nell'alto medioevo, la leggenda fa risalire la coltivazione di questo vitigno al monaco irlandese Colombano, che si dice la portò in Val Trebbia quando giunse dall'Irlanda. Quest'uva ha avuto una grande importanza nell'economia vitivinicola piacentina durante tutto il '900, la doppia attitudine (uva da tavola e uva da vinificare) ne ha diffuso la coltivazione in tutto il piacentino.

Uva croatina (o bonarda)

E' un vitigno tipico dell'Oltrepo, da dove si è diffiso nelle limitrofe. le prime notizie certe si hanno a fine 800 (Demaria e Leandri 1875) quindi dal Di Rovasenda nel suo Saggio (1877) e da molte altre pubblicazioni di fine 800. Pare che il luogo di origine del vitigno sia la zona di Roverscala in Oltrepo Pavese. La croatina, vitigno molto rustico, ha soppiantato altri vitigni locali più eleganti ma più sensibili alle avversità biotiche.

Uva barbera

Le origini del vitigno sono molto antiche, la prima testimonianza si trova in un documento del '600 conservato nel municipio di Nizza Monferrato. Il vitigno dovrebbe essere originario proprio del Monferrato come suffragato dalla denominazione data da Gallesio e dall'abate Milano nel 1839 ovvero Vitis Vininifera Montisferratentis.