Santo Stefano. Un articolo di Luigi Veronelli

Conobbi Luigi Veronelli, anche se in modo virtuale, alla fine degli anni 70. Una recensione, publicata non ricordo dove, recensiva una trattoria del basso Piemonte, Capitai da quelle parti parti per lavoro, andai a pranzare in quel locale semplice, dove incontrai Il fritto misto alla piemontese e i sanguinacci. Ricordo perfettamente la recensione sul vino "vi consiglio il Dolcetto della casa, sfuso". Era ottimo. Pubblichiamo qua sotto, tratto da Carta, la rivista per la quale scriveva in quest'ultimo periodo, quello che si può definire il suo testamento spirituale.