Etichetta raffinata ed evocativa per ‘l Piston, la Barbera del Poggiarello

poggiarello-piston Elegante questa etichetta, sobria ed evocativa. Significativa la scelta del nome 'l Piston per una barbera dei colli piacentini vinificata ferma. Il Piston- lo diciamo per i non piacentini - è il modo con cui viene chiamato in dialetto piacentino il bottiglione da 1,5 litri, quello che oggi viene chiamato magnum.

Il Poggiarello, la scommessa

Il Poggiarello nasce nei primi anni 80 dall'esigenza dei giovani Perini di confrontarsi con la viniviticultura di qualità e può essere considerata la creatura di Paolo Perini, che neolaureato ad Alba, studia il terroir ed inpianta le vigne, scegliendo cloni e modi impianto per ottenere uve e vini di alta qualità.

Il Poggiarello, ‘l Piston 2004 Barbera Colli Piacentini DOC

poggiarello barbera il piston 2004 Recensione del vino il Piston 2004 de il poggiarello, barbera dei colli piacentini doc - val trebbia

Il Poggiarello, Perticato “Valandrea” 2003 Gutturnio Colli Piacentini D.O.C.

Il commento della redazione

Non pensate di trovarvi davanti il solito Gutturnio di pronta beva da accompagnare agli spendidi salumi Piacentini. Il Gutturnio Perticato Valandrea è un vino “importante” e come tale va trattato e accompagnato. Lo abbiamo affiancato a

Degustazione dedicata alla Malvasia ferma, un nuovo vino sui Colli Piacentini

degustazione-malvasia-ferma Proseguiamo con una nuova tipologia di vino dei Colli Piacentini, il Malvasia fermo. Si tratta di un vino che viene interpretato dai diversi produttori in modi molto diversi, proprio per questa ragione le annate che le cantine hanno deciso di proporre per la degustazione, e che corrispondono alle annate in commercio quest'anno, variano dal 2001 al 2004. Non si tratta quindi di una gara, ma del tentativo di informare e orientare il consumatore nella scelta del vino che preferisce.

Il Poggiarello

Logo Poggiarello azienda vitivinicola La storia dell'azienda vitivinicola Il Poggiarello inizia nel 1882 quando il nonno Perini incontra il nonno Ferrari. Un agricoltore per fare il vino e un falegname per fare le botti... Da allora si sono susseguite generazioni di viniviticoltori e di modi di rapportarsi all'uva e al vino, fino ad arrivare ai pronipoti di oggi che rispondendo a una sorta di sfida di famiglia nel 1980 hanno rilevato l'azienda in completo degrado. Dal 1982 è incominciata la sua riorganizzazione: abbiamo messo a dimora circa 13 ettari di vigneto integrando le verietà tipiche delle colline piacentine con varietà più "internazionali". Questa parte della Val Trebbia già nel XVI secolo era conosciuta ed apprezzata per la qualità dei suoi vini, le cui caratteristiche venivano dalla produzione contenuta, antesignana delle tecniche che oggi sono maggiormente utilizzate nel vigneto.