L’Unione Europea approva il regolamento per il vino biologico

A pochi mesi dall’ultima scadenza possibile per l’approvazione arriva il via libera dall’Ue al regolamento sul vino biologico. Il Comitato permanente per la produzione biologica (SCOF) ha infatti approvato ieri pomeriggio le nuove norme europee che disciplinano la produzione del vino biologico. Il regolamento sarà pubblicato nelle prossime settimane nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, torneremo quindi a parlarne più approfonditamente dopo averne letto i contenuti.

Il nuovo regolamento, atteso e di battuto da anni, stabilisce che a partire dalla vendemmia 2012 i viticoltori biologici potranno utilizzare il termine “vino biologico” sulle etichette. “Come tutti i compromessi politici (di tecnico ormai la discussione non aveva nulla) il risultato non farà felice nessuno, ma tutti saremo un po’ meno scontenti – commenta Cristina Micheloni, del comitato scientifico AIAB e già coordinatrice di ORWINE -. Oggi è importante poter parlare chiaramente di vino biologico, avendo definito le norme per il vigneto e per la cantina, e da domani si potrà iniziare a lavorare per il miglioramento del regolamento stesso, portando i dati concreti che nel frattempo abbiamo raccolto nelle tante aziende italiane che con AIAB collaborano nella sperimentazione in cantina.”
Sino ad oggi era possibile etichettare il vino solamente con la dicitura “da uva da agricoltura biologica” e non era lecito utilizzare il logo europeo, cosa che dal luglio 2012 non sarebbe nemmeno più stata ammissibile. Il regolamento entrerà in vigore da subito e prevede la possibilità di etichettare come bio anche il vino delle annate precedenti, purché se ne possa dimostare la conformità alle norme europee.

Soddisfazione è stata espressa dal commissario Ue all’agricoltura Dacian Ciolos, che si è detto “lieto che sia stato infine raggiunto un accordo” sulla questione. “Era importante fissare norme armonizzate per garantire un’offerta chiara ai consumatori, che sono sempre più interessati ai prodotti biologici”, ha sottolineato il commissario, constatando “con piacere che le norme adottate stabiliscono in modo trasparente la differenza tra vino convenzionale e vino biologico, come è il caso per altri prodotti biologici”. In questo modo, ha concluso, “si dà ai consumatori la certezza che un ‘vino biologico’ sia stato prodotto applicando norme di produzione più rigorose”.