L’etichetta dell’Azienda Agricola Perinelli

Una delle etichette piacentine che offre il miglior colpo d’occhio quando il nostro sguardo la sceglie tra le tante esposte ad un banco d’assaggio o tra le bottiglie di un’enoteca. Coloratissima e raffinata si intona perfettamente al colore dorato del vino che presenta: il passito Perinelli, un uvaggio di malvasia di Candi aromatica, semillon e viogner lasciate sovrammaturare sulla pianta quindi portate al completo appassimento degli acini nell’antico solaio aziendale.

perinelli-etichetta-passitoCosì ne parla la giovane titolare Giorgia Sguazzi:

Il passito è l’ultimo vino nato nella cantina Perinelli fortemente voluto per valorizzare e confermare la struttura e la tradizione dell’Azienda ma anche per evidenziarne la continua ricerca e l’innovazione.
I vini della nostra azienda rappresentano il territorio e sono tutti prodotti da vitigni autoctoni nel rispetto della tradizione e della continuità del vino piacentino. Il passito rappresenta la tradizione perché nato dall’osservazione degli essiccatoi e del torchio presenti in Azienda ma soprattutto dalla volontà di sperimentazione data dall’aggiunta di due vitigni francesi alla base puramente piacentina della malvasia di Candia aromatica.
La volontà di differenziare questo vino dal resto della produzione si può riscontrare anche e forse maggiormente nel formato e nell’etichetta che vanno visti insieme e per l’insieme. La bottiglia bianca concentra tutta l’attenzione sul vino e ne esalta il colore mentre la scelta del formato da 500 cl indica già che è un vino da meditazione e da esaltazione dei sensi.
Nella scelta dell’etichetta abbiamo dato sfogo all’abbondanza cromatica: la predominanza di giallo e arancione che richiamano il colore del vino, l’utilizzo di colori caldi che invitano a una atmosfera rilassata già preannunciano il calore del vino. Il logo centrale, già oro, conferma l’attenzione e l’amore per questo vino da parte dell’Azienda. La scelta fra tante proposte è caduta su questa etichetta per questi motivi e soprattutto perché credo che già da sola possa regalare una gioia sensitiva e rendere il vino più intrigante.