L’antico mestiere dell’oste

Uno dei mestieri più vecchi del mondo si potrebbe dire… e a prima vista un mestiere su cui non c’è niente da imparare… e invece a noi è venuta voglia di andare a scoprire in cosa consiste gestire un’enoteca con mescita di vini di qualità. Così siamo andati a trovare Andrea alla Taverna del gusto, un locale di soli 6 mesi nel centro di Piacenza, un ambiente accogliente e raffinato tutto giocato sul colore rosso, come i migliori vini… Ma la Taverna del gusto non è solo un luogo per degustare vino, a fianco c’è una piccola bottega dove vengono venduti prodotti tipici, non solo piacentini, scelti con cura andando alla ricerca dei sapori tradizionali e della qualità. Andrea ha 31 anni, ha un’autentica passione per i prodotti tipici e due qualità importanti nel suo lavoro: una spiccata curiosità e una modestia che lo porta ad imparare ogni giorno una cosa nuova.

Da dove nasce la tua passione per i prodotti tipici?
E’ una passione di famiglia mi sono anche iscritto al Corso Universitario di Scienze dell’Alimentazione, ma la passione c’era già prima. Ho imparato molto andando in giro alla ricerca di sapori, ho girato molto il Piemonte e l’Alto Adige. Ho parlato con i ristoratori e assaggiato salumi, formaggi e vini. Una persona molto importante nel mio percorso è sicuramente Massimo Volpari che ancora oggi è un punto di riferimento.

Cosa serve per essere un bravo enotecario?
Premetto che io ho aperto la Taverna del Gusto solo da 6 mesi, quindi forse non sono la persona più adatta a dire cosa serve, però posso dirti quello che è importante per me: innanzitutto bisogna sempre tenere presente che ci sono clienti che la sanno più lunga di te e che possono essere occasioni per imparare; bisogna bere il vino per conoscerlo e saperlo spiegare. Si ricevono tante segnalazioni dagli amici, dai clienti, alle fiere, ma poi bisogna conoscere in prima persona senza fidarsi ciecamente, anche perché ciascuno ha il proprio gusto e qui io tendo a proporre quello che a me è piaciuto. Poi se qualcuno mi chiede un vino specifico può comunque trovarlo qui: abbiamo 480 vini in carta tra cui tutti i vini piacentini interessanti (34 vini rossi, 19 vini bianchi, 9 vini dolci).”

L’enotecario è anche una guida per i clienti?
In un certo senso si: nella gestione di un locale fai delle scelte e noi ad esempio cerchiamo di stimolare le persone a degustare vini che non conoscono proponendo ogni giorno diversi vini al bicchiere e cercando di mantenere i prezzi bassi in modo che le persone possano assaggiare anche vini diversi nella stessa sera. Spesso le persone che si fidano dei miei gusti mi dicono “Fai tu…” e così scoprono vini nuovi. I vini che vanno di più in questo momento sono i Gewurztraminer e il Nero d’Avola, ma io propongo anche altro, ad esempio le nostre Malvasie che alcune persone non conoscono ancora e che una volta assaggiate sono molto apprezzate. La gente chiede ancora molto lo spumante come aperitivo, ma noi stiamo proponendo dei buoni Champagne prodotti da piccole cantine a prezzi accessibili e i nostri clienti stanno iniziando a conoscere anche questi vini. C’è chi ha assaggiato qui per la prima volta il Barolo, il Brunello e il Barbaresco, anche in questo caso grazie a ricerche tra i produttori possiamo proporre buoni vini base a prezzi adatti a tutti.

E il rapporto con le cantine produttrici?
E’ sempre molto importante, ma in qualche caso diventa proprio intenso. Come è il caso per me della cantina di Lodovica Lusenti: mi piace il suo modo di fare il vino e le ho chiesto un vino per la Taverna del Gusto, una sorta di vino della casa. Così Lodovica ha creato il Vigna Martin, in cui ha usato una couvée di varie annate di uve barbera e bonarda con una predominanza di bonarda ottenendo un vino fermo che si beve molto volentieri per il sapore intenso ma morbido.

Tanta attenzione al vino, non solo, vero?
Vero. Anche con i vini al bicchiere sul banco non si trovano patatine e olive, ciascuno può scegliere dal bancone della bottega l’accompagnamento al vino che preferisce. Qui poi vengono persone in momenti molto diversi, proponiamo quindi anche piatti freddi per un pranzo o una cena appetitosi.

La Taverna del Gusto è inoltre punto Slow Food per Piacenza, quindi chi volesse associarsi può venire qui per iscriversi, ma non il lunedì che è il giorno di chiusura dell’enoteca. Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.tavernadelgusto.it (http://www NULL.tavernadelgusto NULL.it/) o chiamare il numero: 0523/332814