La cooperazione e la produzione vitivinicola nell’esempio della Cantina di Vicobarone

La Cantina di Vicobarone è una realtà cooperativa nata a Vicobarone di Ziano Piacentino nel 1960 per iniziativa di un piccolo gruppo di viticoltori. Si trattava di un particolare momento storico in cui l’Italia viveva un momento di particolare ricchezza economica e in cui le famiglie potevano permettersi anche di acquistare vino in grandi quantità, proprio in questi anni è infatti nata l’abitudine di acquistare vino in damigiana. Prima di questo l’uva veniva spesso venduta ad osterie in città o in paese che vinificavano in proprio o veniva trasformata in piccole quantità.

Vista della cantina di VicobaroneSono passati quasi cinquant’anni da allora e in questo tempo la Cantina di Vicobarone ha assunto un ruolo importante nell’economia del territorio raccogliendo un numero sempre maggiore di soci che conferiscono le uve arrivando agli attuali 300 viticoltori che coltivano uva a Vicobarone, Creta, Montalbo, Tassara, Ganeghello e Pianello Val Tidone ma anche in Val Trebbia (dove un piccolo gruppo fornisce le uve per il Trebbianino) e nell’Oltrepo’ Pavese. Vicobarone si trova infatti sul confine tra le province di Piacenza e Pavia e la cantina sociale ha avuto una deroga che le consente di produrre anche vini dell’Oltrepo’.

Ancora oggi, ci ha raccontato il responsabile marketing della Cantina di Vicobarone il sig. Claudio Barocelli, sono numerose le richieste di adesione alla cooperativa da parte dei viticoltori, ma in questo momento i nuovi ingressi sono bloccati perché la struttura tecnologica e gli spazi della cantina sono già completamente impegnati nella trasformazione degli 80.000 quintali d’uva che già vengono conferiti.

 

La sfida di oggi per la Cantina di Vicobarone, come per molte altre cantine sociali italiane, è quella di stare al passo coi tempi riuscendo a produrre un vino di alta qualità. Impresa non sempre semplice quando si ha a che fare con così tante persone e con esigenze aziendali molto diverse tra i tanti soci (una differenza sostanziale è quella ad esempio tra chi conferisce tutta l’uva prodotta in vigneto e chi ne conferisce solo una parte perché vinifica anche in proprio). Ma la sfida è stata avviata: anche in questo caso la politica aziendale della cantina sociale può essere il motore in grado di trasformare la viticoltura di una grande parte del nostro territorio sui colli piacentini e ci auguriamo che possa davvero esserla.

Così ci racconta il sig. Barocelli: “Non è facile abituare l’agricoltore che è da anni abituato a lavorare per fare quantità all’idea di produrre uve di qualità, ma da alcuni anni ci stiamo provando: abbiamo cambiato il sistema di pagamento delle uve non più un prezzo uguale per tutti pagato in base ai quintali di uva consegnati, ma prezzi diversi per uve diverse. Quando arriva un carro in cantina misuriamo il grado zuccherino e il ph dell’uva, valutiamo la sanità delle uve e premiamo con un prezzo più alto le uve migliori. Facciamo altrettanto differenziando i prezzi delle uve Doc e non Doc. Inoltre forniamo ai nostri soci l’assistenza di agronomi che possono dare loro indicazioni su come lavorare in vigna. Questo servizio è stato apprezzato soprattutto dai giovani che stanno piano piano prendendo in mano le aziende di famiglia e che sono molto più disponibili di chi li ha preceduti ad imparare nuove tecniche di lavorazione della vigna.”

La Cantina di Vicobarone produce una gamma vastissima di vini e, continua Barocelli: “non scendiamo mai troppo di prezzo, il prezzo più basso per i nostri vini infatti è di 3,50€ alla bottiglia. Noi lavoriamo in modo tradizionale e abbiamo quindi annate migliori e annate peggiori cerchiamo però sempre di garantire una qualità di base per i vini di fascia bassa e una buona qualità per i vini di fascia alta. In cantina è l’enologo Claudio Colombi che si occupa della produzione, persona che ha ormai maturato una lunga esperienza e che la mette al servizio del consumatore e della nostra cantina.

Grande attenzione è prestata anche al packaging, ovvero a come si presenta la bottiglia. Proprio in questi giorni sono uscite le nuove etichette che rendono le selezioni davvero eleganti e inconfondibili sugli scaffali.