Il vino rosato delle donne della Val Tidone

Etichetta del Rosato delle donne GirotondoNon poteva essere diversamente: è nato un nuovo vino sulle colline della Val Tidone ed essendo un progetto nato da tre donne viene presentato il marzo, precisamente nel giorno della festa della donna. Già dall’etichetta si nota qualcosa di strano… di fianco al nome del vino non compare il nome di una cantina vitivinicola, ma compaiono tre nomi femminili: Chiara, Sara e Lodovica.

Si tratta di un bellissimo progetto nato da una scommessa tra amiche per il puro piacere di fare un percorso insieme: Chiara Azzali titolare della Tenuta Pernice, Sara Piacentini della cantina Fratelli Piacentini e Lodovica Lusenti dell’Azienda Vitivinicola Lusenti hanno deciso di mettere insieme le proprie esperienze per creare un nuovo vino dedicato alle donne… da qui la scelta di un vino rosato… ma sentiamo raccontare questa esperienza direttamente una delle protagoniste, Chiara Azzali.

Iniziamo dalla presentazione del vino: di cosa si tratta?
Bisogna partire invece da com’è nata l’idea: in modo casuale e improvviso durante una serata d’agosto in pizzeria tra tre amiche. Avevamo voglia di fare un progetto insieme e lavorando tutte e tre nel campo della vitivinicoltura è nata l’idea di fare un vino. L’idea del vino era diversa per ognuna di noi e si è definita solo strada facendo. Abbiamo optato per un vino rosato. Normalmente i vini rosati vengono dal Pinot nero, noi invece abbiamo scelto un’uva del nostro territorio: la croatina (o bonarda). Può darsi che sia enologicamente sbagliato ma per noi andava bene anche come segno di un legame con il nostro territorio, la Val Tidone e i Colli Piacentini. E’ un salasso di bonarda, fermo, di 12,5 gradi che si accompagna bene con i nostri tipici salumi piacentini: possiede la tannicità di un rosso e l’acidità di un bianco.

Etichetta vino Girotondo dietroE’ un vino da donne?
Di sicuro è un vino semplice, forse in certi tratti rispecchia lo spirito femminile: è fruttato, piacevole, si lascia bere molto facilmente. Lo abbiamo imbottigliato adesso e ora ha bisogno di un mesetto in bottiglia per migliorare, poi inizieremo a venderlo. Quindi non saprei dire se sia un vino “da donne” di certo è natao dalla collaborazione di tre donne e il modo di lavorare, di collaborare e di progettare sono decisamente femminili. Non sarebbe stato lo stesso vino fatto da uomini! Per me la cosa più importante è stata il provare a farlo non da sola ma in compagnia, ci siamo divertite molto, abbiamo lavorato seriamente, ma non seriosamente; con impegno, ma con la libertà di un progetto personale e non aziendale. E ora c’è la grande soddisfazione di avere realizzato qualcosa di non necessario nato dalla nostra fantasia: siamo capaci di inventare qualcosa e di portarla a termine.

Come avete scelto il nome Girotondo?
Credo che sia un nome molto bello e adatto al nostro progetto: è un vino per stare in compagnia, non impegnativo, ma soprattutto durante un girotondo il punto di vista di ogni persona cambia continuamente. Il nostro progetto è di rifare questo girotondo, inteso come progetto e non necessariamente come vino, il prossimo anno facendo partecipare anche altre donne… mi immagino un’etichetta piena di nomi… un girotondo si può fare in poche persone o in tante persone e non cambia. La cosa più importante per noi è stata proprio la collaborazione, il progetto, fare qualcosa in gruppo, insieme, sul territorio. Sarebbe bello se il prossimo anno fossimo di più.

La prima uscita pubblica del vino?
Sarà presentato l’8 marzo a Piacenza al termine del convegno sulla monogenitorialità “Madri sole” organizzato dalla Cisl e dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Piacenza all’Auditorium Santa Maria della Pace in via Scalabrini 19 alle ore 16.30.