Il vino piacentino e l’invecchiamento da Solenghi Gaetano

Iniziamo una nuova serie di degustazioni con lo scopo di vedere se e come i vini piacentini, ovviamente vinificati in versione ferma, reggono gli anni di invecchiamento in cantina..

Iniziamo con una degustazione di vecchie bottiglie di vini rossi di Solenghi Gaetano più precisamente ” bottiglie di Barbera “L’attesa” annate 92 e 97 e una di Gutturnio fermo del 96. Le annate scelte non sono certo delle annate da urlo, ma abbiamo preferito scegliere queste bottiglie per verificare la tenuta dei vini anche per vendemmie non proprio ideali.

Trattandosi di vecchie annate abbiamo aperto le bottiglie alle 15 e abbiamo assaggiato i vini verso le 21, senza scaraffare.

Ed ecco il primo assaggio Barbera L’Attesa 97. una annata molto calda con conseguente poca acidità nelle uve. Questo vino ha fatto 15 giorni di macerazione sulle bucce, quindi dopo la svinatura è stato affinato per 15 mesi in barrique di 1° e 2° passaggio.

Nel bicchiere si presenta di colore rubino molto intenso, al naso si avverte frutta un poco surmatura, poi escono aromi di prugne secche e di spezie. L’acidità è buona, la beva, nonostantante i 14° alcolici è molto facile, La bottiglia è secondo noi e secondo il produttore nella sua fase migliore, durerà ancora qualche anno ma la caldissima annata consiglia di berla velocemente.

Ed eccoci al Gutturnio fermo del 96, un vino che ha fatto solo acciaio di 13,5°. L’annata è stata equilibrata e questo equilibrio si riscontra nella bottiglia.

Nel bicchiere bella veste rubin carico, al naso escono subito sentori animali, che velocemente lasciano il posto a a frutti rossi con prugne e marene cotte in evidenza. Lasciando evolvere nel bicchiere il lampone diviene predominante.

In bocca è un filo ruvido con dei tannini verdi, con una gran bela acidità che lascia presagire una durata molto maggiore della barbera di sopra.

E veniamo all’ultima bottiglia la Barbera del 92, vendemmia disastrosa fatta praticamente sotto il diluvio. Il vino ha fatto solo acciaio,.

Il colore nel bicchiere è rubino con riflessi granati, al naso visciole sotto spirito e spezie leggere. Terziarizzazione degli aromi abbastanza evidente, qualche inizio di ossidazione.

In bocca c’è ancora anche se la carriera di questo vino è ormai alla fine, mna non si poteva pretendere di più da una annata dalle condizioni meteo così inclementi.

Personalmente mi sono riassaggiato le bottiglie a distanza di 2 giorni ho notato un miglioramento delle caratteristiche soprattutto nel gutturnio 96, soprattuttuto nelle caratteristiche olfattive che si sono maggiormente evidenziate.

Bene abbiamo concluso la prima tappa, abbiamo assaggiato delle bottoglie durevoli, dei vini che presentano belle evoluzioni nel tempo. Ringraziamo Solenghi Gaetano per la spendida ospitalità, per la disponibilità a raccontarci i suoi vini e il come li fa, e per averci permesso di assaggiare delle gran belle bottiglie.

Proseguiremo assaggiando altri vini, altre tipologie, se volete essere con noi ad assaggiare qualche vecchia bottiglia piacentina contatatteci mandandoci un messaggio.