Il vino piacentino e l’invecchiamento alla Tosa

Proseguiamo con i nostri assaggi di vecchie bottiglie piacentine, questa volta facciamo tappa alla Tosa, ospiti di Stefano Pizzamiglio che ci ha gentilmente offerto la possibilità di assaggiare 2 delle sue vecchie annate.

I vini sono sempre stati conservati nella cantina della Tosa, sono stati portati alla temperatura ideale per la degustazione e aperti al momento senza scaraffarli.

Inziamo con un Sorriso di Cielo annata 1992, una malvasia aromatica di Candia vinificata ferma ed in purezza. L’annata è stata fresca ed abbastanza piovosa, la vendemmia è stata fatta prima del diluvio autunnale. Un 30% del mosto è stato posto in barrique nuove per sei mesi circa, mentre il restante ha fatto solo acciaio. Di seguito l’assemblaggio e l’imbottigliamento.

Veniamo alle note di degustazione, il vino nel bicchiere si presenta di un bel color paglierino, al naso è molto pulito, alterna note agrumate con frutta bianca, mela golden e pesca bianca, dopo qualche minuto escono le classiche note speziate della malvasia.Niente note ossidative.

In bocca denota ancora una buona acidità e molta freschezza, nessun residuo zuccherino,ottima la corrispondenza naso bocca. Il finale non è lunghissimo.

A mio parere una grandissima bottiglia, esempio di quello che può dare la Malvasia dei Colli Piacentini.

Proseguiamo con un rosso base il Gutturnio fermo del 91, un vino di 12,5°. L’annata è stata equilibrata.

Nel bicchiere è rubino tendente al granato sull’unghia, al naso stenta a concedersi ma poi si apre con ciliege, prugne, e piccoli frutti rossi, non si avvertono puzzette strane.

In bocca è pieno ancora freschissimo e con una gran bella vena acida, una bottiglia di gran beva facitilitata anche dal grado alcolico non imponente, 12.5°. Non avrei mai immaginato di trovare un base in gran forma come questo, potrei azzardare una durata di ancora molti anni.

Terza bottiglia, gentilmente offerta da Manuel del Ristorante il Borgo di Vigolzone, è sempre un Gutturnio, trattasi del Vigna Valandrea del 95 del Poggiarello.

Il vino, da uve barbera e bonarda nelle proporzione classiche, provenienti dalle vigne aziendali meglio esposte con rese di 70 quintali per ettaro, è stato vinificato con sosta sulle bucce di una decina di giorni con rimontaggi giornalieri. Quindi è stato affinato in barrique usate per un anno a cui ha fatto seguito l’assemblaggio, una piccola chiarifica e la filtrazione finale. L’annata in Val Trebbia è stata precoce e parecchio calda, e nonostante le poggie settembrine la vendemmia è stata abbondante e con uve ben mature.

Nel bicchiere si presenta di un bel colore rubino intenso, nessun segno di ossidazione presente.

Al naso ci mette un poco ad aprirsi, poi frutti rossi, maresca e lampone in evidenza.

In bocca è pieno, il legno è molto ben amalgamato. Buona la corrispondenza naso bocca, il finale è lungo.

A mio parere è una bottiglia all’apice della forma, anche se non avrà davanti ancora molti anni, ma d’altra parte il 95 è stata una annata caldissima.

Ecco abbiamo terminato anche la seconda tappa, non ci resta che ringraziare Stefano e tutto lo staff della Tosa, per la spendida ospitalità e la grande professionalità ad illustrarci le sue bottiglie. E ancora un piccolo particolare: grazie alla signora che ci ha preparato la spendida focaccia calda che accompagnato la degustazione. Potete gustarla anche voi, accompagnata dai vini di Stefano prenotando un pranzo all’agriturismo della Tosa ( solo per gruppi).

Proseguiremo assaggiando altri vini, altre tipologie, se volete essere con noi ad assaggiare qualche vecchia bottiglia piacentina contatatteci mandandoci un messaggio.