Il sommelier, un mestiere da fare con gusto

Sono sempre più numerose le persone che frequentano i corsi di degustazione e che si avvicinano al mestiere del sommelier per curiosità, per passione o perché davvero pensano di farne una professione. Non potevamo quindi fare a meno di andare ad esplorare il mondo dei sommelier e l’abbiamo fatto con Giovanni Derba, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier per l’Emilia.

aprire una bottiglia di vinoQuali sono gli sbocchi professionali per i sommelier?
Sostanzialmente il lavoro del sommelier si svolge in tutte quelle situazioni in cui si degusta il vino o in cui il vino incontra il cibo, in realtà in questi ultimi anni il campo si è un po’ ampliato, ma ne parleremo più avanti. In genere i sommelier diplomati con il taste vin d’oro, quindi professionisti, lavorano tipicamente negli alberghi, nei ristoranti, nei wine bar e oltre a creare e curare la carta dei vini sono presenti per consigliare gli abbinamenti e spiegare ai clienti le caratteristiche dei vini.
Oggi però si sono aperte anche altre strade, ad esempio nella grande distribuzione dove la vendita di vino anche di qualità sta trovando sempre maggiore spazio, o svolgendo consulenze per cantine produttrici, ad esempio nel mio lavoro di consulenza per la Cantina Valtidone mi occupo delle relazioni con i clienti facendo assaggiare i vini e spiegandoli, portando in giro i clienti e mostrando il lavoro dell’azienda. Inoltre ci sono molte possibilità di lavoro anche all’interno dell’asssociazione insegnando nei corsi, partecipando a conferenze in qualità di relatori, facendo gli esami.

Ma c’è effettivamente spazio in questo settore per chi vuole intraprendere questo mestiere?
Quando ho iniziato io l’attività si lavorava molto a Piacenza anche perché ero praticamente il solo su questa zona e riuscivo a fatica a soddisfare le richieste che ricevevo. La possibilità di lavorare dipende molto dalle città, iole parlo della situazione di Piacenza: oggi qui c’è un piccolo gruppo di sommelier e lavorano tutti, però il lavoro in occasione di ricevimenti, degustazioni, cene non è costante quindi se una persona non ha una propia attività o non ha collaborazioni fisse con aziende è difficile fare il sommelier come unico lavoro.

Come si svolgono i corsi per diventare sommelier?
Ogni corso si divide in tre livelli per arrivare all’esame finale e conseguire il diploma di tastevin d’argento (non professionisti) o tastevin d’oro (professionisti).
Nel primo livello si da un’infarinatura di tutti i temi legati al vino, si parla di viticoltura ed enologia, delle tecniche di degustazione, di legislazione, di abbinamenti non solo per i vini ma anche per birre e acque minerali (a questo mi riferivo prima quando dicevo che si sta ampliando il campo di azione dei sommlier). Si fa una visita in una cantina e si conclude con la valutazione degli strumenti che possono servire nel lavoro presso un ristorante. Ogni sera si degustano tre vini e se ne discute, mentre al termine di questo ciclo non c’è un esame ma un’autoverifica.
Il secondo livello è più specializzato, si affronta ogni sera una diversa regione italiana, una sera inoltre è dediata alla Francia e un’altra ai vini degli altri paesi Cee e dei paesi emergenti Extra-Cee.
Il terzo livello verte sull’abbinamento cibo/vino e si conclude con un esame molto severo per chi vuole conseguire un diploma professionale, leggermente meno severo per chi vuole conseguire un diploma non professionale.
Questi corsi erano nati per i professionisti purtroppo sono proprio loro che si avvicinano con più difficoltà.

Che caratteristiche deve avere chi vuole diventare sommelier?
Bottiglie pronte per degustazioneTutti possono diventare sommelier, per l’accesso ai nostri corsi noi privilegiamo i ragazzi che escono dalla Scuola Alberghiera, ma imparare a riconoscere i sapori e i profumi si può, certo ci sono le persone più predisposte e meno predisposte, ma questo è meno importante della passione che ciascuno deve metterci per imparare. Quindi prima di tutto occorre passione, bisogna imparare a conoscere i prodotti ed essere disponibili e pazienti, perché si avrà a che fare con persone di tutti i tipi e con persone che non sanno tanto a cui occorre raccontare le cose con pazienza. E’ un mestiere in cui non si finisce mai di imparare e lo dico io che ho appena passato una settimana in Francia e ho scoperto ancora cose nuove nonostante siano tanti anni che faccio questo lavoro… Ci vuole costanza, degustando e parlando con chi ne sa di più si impara e si continua ad imparare.

Chi volesse più informazioni sui corsi e sulle attività dell’Associazione Italiana Sommeliers (AIS) a Piacenza può contattare Massimiliano Marruchi al numero di telefono 339/2782613, per informazioni sulle attività in Emilia potete contattare il presidente Giovanni Derba al numero 328/3091659. E’ inoltre a disposizione il sito www.aisemilia.it (http://www NULL.aisemilia NULL.it/)