Gualdora, la ricerca del territorio sulle colline della Val Tidone

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Stefano Malerba arriva sulle colline della Val Tidone alcuni anni fa con l’idea di produrre vino e in particolare vini di qualità. Lascia una vita e un lavoro a Milano recuperando i legami con la propria famiglia e il proprio territorio d’origine, con i rituali della vendemmia e della lenta crescita dell’uva che diventa vino, rituali che aveva vissuto da bambino e da ragazzino. Trova una piccola azienda agricola proprio accanto al torrente Gualdora, corso d’acqua che da anche il nome all’azienda, e comincia ad occuparsi di questi 3 ettari di vigneto impiantato su terra argillosa e ricca dove trova piante di Barbera e Croatina (localmente chiamata Bonarda) che hanno oggi più di quarant’anni e alcune piante di vecchie varietà locali a bacca bianca. Decide di impiantare anche alcuni filari di Malvasia di Candia Aromatica e di Chardonnay completando la gamma dei propri vini con due interessanti bianchi.

Consequenziale la scelta di lavorare sui vini tipici dei colli piacentini: Gutturnio e Malvasia di Candia aromatica accanto ad un bianco (lo Charade) molto personale. Meno ovvia la scelta di lavorare i vigneti con le tecniche dell’agricoltura biologica e di produrre vini frizzanti con la rifermentazione naturale in bottiglia. Questa scelta non è stata dettata da scopi commerciali, per dotarsi di un marchetto che faciliti la vendita, ma per ragioni più personali e per poter offrire un prodotto quanto più naturale e genuino possibile.

Parallelamente al proprio lavoro in vigneto e in cantina, in questi ultimi anni Stefano, per approfondire le proprie conoscenze tecniche, ha frequentato i corsi di viticoltura ed enologia all’Università Cattolica di Piacenza laureandosi con una tesi sull’uva Barbera e sul tipo di impianto più adatto ad ottenere uve di qualità sul terroir della Val Tidone. Non si può quindi dire che non fosse assetato di conoscenza o che non abbia guardato da vicino le proprie vigne!

La cantina è piccola piccola e spicca con il suo colore rosso tra le colline su cui si alternano vigenti e campi. Arrivando l’accoglienza è calorosa e famigliare, ma se decidete di passare di qui per assaggiare e comprare questi vini è sempre meglio fare una telefonata: qui il lavoro è artigianale e un uomo solo si occupa di tutto, è facile trovarlo occupato nei vigneti o assente mentre distribuisce personalmente i propri vini.

Una giovane azienda che merita sicuramente di essere tenuta d’occhio, l’inizio è stato sicuramente molto interessante!