Georges Cogny ora cucina per gli angeli

Domenica 4 Giugno è scomparso, stroncato da un malore improvviso Georges Cogny, grande chef, grande maestro di tanti cuochi di oggi, innovatore non solo della cucina piacentina, ma di quella italiana tutta.

La “Cantoniera“, Farini, la Val Nure tutta, non saranno più gli stessi.

Arrivato su questi monti dalla Francia, portò la “Nouvelle Cuisine” adattandola alla materie prime del territorio di cui era profondo conoscitore.

Lasciò la “Cantoniera” per la grande avventura all’Antica Osteria del Teatro a Piacenza. I grandi piatti che qui creò lo resero famoso nel mondo. Richiesto dai migliori ristoranti del mondo, scelse di tornare alla sua Val Nure, alla sua Cantoniera.

Lì rimase ai fornelli fino a che un grave male lo costrinse a lasciare la professione attiva, anche se rimase aggiornato leggendo, studiando, e appena poteva sperimentando nuovi piatti.

Abbiamo voluto sentire alcune persone a lui vicine, persone a cui ha dato tanto professionalmente ma soprattutto umanamente, riuscendo a a trasmettere passione, rigore, bellezza, amore per quella che una delle grandi arti dell’uomo: la grande cucina.

Cominciamo con il ricordo di Filippo Dattilo Chiappini, che lo sostituì finita l’avventura all’Antica Osteria del Teatro.

Filippo non ha ha mai lavorato con Cogny, ma lo vide all’opera nella casa paterna sin da bambino dove Georges cucinava per i guormet della zona. Geoges seppe far innamorare questo ragazzino dei fornelli, dei sapori, dei colori. Quando Filippo decise di fare il cuoco abbandonando gli studi di ingegneria elettronica, aprì per lui le porte delle cucine dei grandi ristoranti francesi.

Filippo lo ricorda come uno dei più grandi conoscitori delle materie prime a livello mondiale, una vera enciclopedia vivente, capace di trarre il meglio da qualsiasi prodotto umile o di rango che fosse, e come grande sperimentatore un creativo vero, lo stesso piatto preparato in diverse occasioni non era mai uguale a se stesso, cambiavano le sfumature, i particolari.

Elena Pantaleoni lo ricorda come insegnante, quando la madre organizzò alla Stoppa corsi di cucina per le donne della val Trebbia, ricorda la pazienza di questo grande Chef nel tentare di fare capire alle tradizionalisssime cuoche famigliari che si poteva migliorare, modificare le ricette locali, pur restando attaccate al territorio.

Per finire Isa Mazzocchi, del ristorante la Palta di Bilegno, prima allieva poi amica di Georges e della famiglia Cogny tutta.

Isa frequentò i corsi regionali organizzati alla Cantoniera, lo ricorda come uomo che preferiva alle parole i fatti, ricorda i silenzi, silenzi fatti di attenzione. Ricorda gli incoraggiamenti ad usare le migliori materie prime che il territorio offre, senza compromessi.

Ricorda e piange un grande uomo, un carissimo amico, un maestro di fornelli ma soprattutto di vita.

Con queste righe vogliamo porgere le condoglianze della redazione di vinipiacentini.net alla famiglia Cogny e agli amici tutti. Siamo a diposizione per pubblicare i vostri ricordi di Georges, potete contattarci usando l’apposito modulo dei contatti.