Formazione, il mondo del vino si aggiorna….

L’aggiornamento e la formazione continua sono diventate due importanti parole d’ordine nel mondo del lavoro contemporaneo. E così è anche nel mondo del vino. Nuove teconologie, nuovi approcci nel lavoro in vigna e in cantina e un proliferare di corsi, convegni, laboratori ecc… Abbiamo voluto parlare di questo importante argomento con una persona del tutto particolare: Andreana Burgazzi. Titolare dell’azienda vitivinicola Baraccone, collabora anche con Vinidea all’organizzazione di eventi di formazione e informazione del mondo vitivinicolo, può quindi ragionare su questo tema con un doppio punto di vista, quello del formatore e quello del formato, ovvero del cantiniere.

Per prima cosa una domanda personale: come vivi tu questa doppia posizione di addetta alla formazione e di produttrice di vini?
Premetto che all’interno di Vinidea io non mi occupo direttamente di formazione, nel senso che non sono certo io ad insegnare! Mi occupo invece degli aspetti organizzativi per arrivare alla realizzazione di un evento di formazione in cui sono esperti di diversi argomenti che comunicano agli addetti ai lavori del mondo enologico e vitivinicolo la propria esperienza. Detto questo rispondo alla tua domanda: in realtà non vivo la doppia posizione, ma la sfrutto! Lavorare all’organizzazione di corsi di formawione mi da anche l’occasione di seguire dal di dentro cose che altrimenti sarebbero più difficili da conoscere. E questi incontri sono importanti (tecnicamente importanti) anche per il lavoro nella mia cantina. Da gennaio mi dedicherò esclusivamente al lavoro in azienda e spero che troverò comunque il tempo per seguire corsi di formazione.

 

Credi che sia importante seguire corsi di formazione? E perché?
Certo, credo che sia molto importante continuare ad aggiornarsi. Vinidea offre diversi tipi di corso tutti indirizzati all’approfondimento di un saper fare: corsi per i tecnici (cantiniere, operai nei campi), per gli enologi e gli agronomi, per i titolari e altri. Fare il vino è un mestiere vecchissimo, nei corsi i docenti non propongono rivoluzioni, vengono però approfonditi i soliti aspetti dell’enologia. Chi va a un corso di formazione ascolta, valuta, raccoglie informazioni, si confronta con altri professionisti e con i docenti. Una volta tornato un cantina cosa fai? Cerchi di immedesimarti nella tua vigna, fai prove e poi valuti se quello che hai sentito può adattarsi al tuo lavoro. Per me frequentare un corso di formazione è un modo per trovare degli imput, degli stimoli: prendi in considerazione qualcosa, lo provi e, se ti interessa, lo adatti.

Gli addetti ai lavori piacentini partecipano ai corsi di formazione?
Posso risponderti solo per quanto riguarda i corsi che ho organizzato all’interno di Vinidea. Sono pochissime le persone che investono in formazione nel territorio piacentino. Si vedono sempre le solite due o tre persone ai corsi.
Forse partecipano ad altri, non posso saperlo, ma è strano che arrivino persone dalla Sardegna, dalla Puglia, dalla Sicilia e che non si vedano piacentini… Potrebbe trattarsi anche di un modo di pensare al proprio lavoro in vigna e in cantina diverso, come se non sentissero il bisogno di imparare qualcosa di nuovo e di far crescere di giorno in giorno il proprio lavoro, la qualità del proprio lavoro…

Ma si impara sempre davvero qualcosa nei corsi di formazione?
Si deve stare attenti al tipo di corso che si scegle perché l’offerta formativa è abbondante e estremamente diversificata. Seguire un corso è comunque un investimento in temini di tempo e bisogna portare a casa qualcosa! Nei corsi di formazione che ho frequentato ho trovato delle differenze di qualità tra i corsi gratuiti e quelli a pagamento ad esempio… e questi ultimi mi hanno dato di più. Ma l’importanza del frequentare un corso non è data solo dalla possibilità di confrontarsi con il docente, mi è capitato spesso di imbattermi in conversazioni tra enologi, agronomi, viticoltori che dopo le lezioni si fermavano a confrontare le proprie esperienze e a scambiarsi consigli. Anche se non è positivo, a volte è più difficile comunicare e scambiarsi le esperienze tra operatori dello stesso territorio, come se il fatto che qualcuno impari dalle tue scoperte ti rubasse qualcosa… Io credo che se si sviluppa un sapere comune che migliora il lavoro di tutti, questo fa bene al territorio e di conseguenza fa bene a me che ho “regalato” un consiglio o una scoperta. Sarebbe importantissimo creare reti tra enologi, titolari, etc. per confrontarsi, perché dal confronto si imparano tantissime cose… In mancanza di questo si potrebbe almeno andare a cercare dei momenti di confronto in situazioni protette come sono i corsi di formazione.

Un saluto e un ringraziamento. Torniamo a casa con tante suggestioni su cui riflettere e ci auguriamo che anche per chi fa il vino sui colli piacentini i racconti di Andreana Burgazzi possano essere uno stimolo a migliorare continuamente il proprio lavoro.

Chi desiderasse ricevere maggiori informazioni sui corsi organizzati da Vinidea può visitare il sito www.vinidea.it (http://www NULL.vinidea NULL.it/)