Degustazione Gutturnio superiore – Castell’Arquato 13 aprile 2005

Questo è il primo appuntamento con una serie di degustazioni di vini piacentini che vogliamo proporre a tutti gli enoappassionati che navigano il nostro sito. Abbiamo scelto di aprire con la tipologia di vino più controversa dei Colli Piacentini, il Gutturnio Superiore. Si tratta di un Gutturnio fermo con un breve invecchiamento (minimo 12 mesi), proprio per questa ragione le annate che le cantine hanno deciso di proporre per la degustazione, che corrispondono alle annate in commercio quest’anno, variano dal 2002 al 2004. Non si tratta quindi di una gara, ma del tentativo di informare e orientare il consumatore nella scelta del vino che preferisce.

Per prima cosa dobbiamo ringraziare Laura Cardinali dell’omonima azienda di Castell’Arquato che ci ha messo a disposizione oltre che la sua bellissima saletta di degustazione la sua grande professionalità. Tredici le bottiglie di Gutturnio in degustazione (vedi sotto) provenienti da tutte e quattro le valli piacentine, sette le persone nel gruppo di degustazione: Massimiliano Croci e Simone Manara, produttori, Luigi D’Amelio, sommelier Ais, assaggiatore e docente ai corsi ONAV, menbro del seminario permanente “Luigi Veronelli”, Roberto Viganò enogastronomo e Bailli della Chaine des Rotisseurs di Piacenza, Vittorio Barbieri formatore enogastronomico, Roberto Gazzola del ristorante La Palta di Bilegno e Paolo Rusconi della redazione di Vinipiacentini.net ed enoappassionato. Un gruppo d’assaggio molto eterogeneo, accomunato da un unico denominatore la passione per il buon vino.

La degustazione si è svolta alla cieca, con bottiglie rese assolutamente anonime, stappate e servite da persone non partecipanti alla degustazione. I vini sono stati serviti in due batterie, ed è stata fornita una scheda da compilare dove oltre ai soliti parametri, colore profumi gusto, veniva chiesta una valutazione di piacevolezza, bevibilità e tipicità.

Prima nota positiva della giornata è stata l’assenza di bottiglie con tappi difettosi, gia questo è segno di cura dei particolari da parte dei produttori. Emerge da questa degustazione una produzione vitivinicola di buona qualità ma decisamente eterogenea. Non si tratta solo di terroir, cioè di differenze di terreno che danno uve diverse nelle diverse parti del territorio piacentino, ma di modi diversi di lavorare in cantina e di obiettivi diversi che ogni produttore si prefigge di raggiungere. Quindi quest’anno potete trovare sullo scaffale di un’ipotetica enoteca bottiglie di Gutturnio fermo (non riserva) che hanno conosciuto un breve affinamento in botte grande, altri che sono passati in barrique, altri che non hanno affatto visto il legno.

Questo tour virtuale tra le bottiglie piacentine ci ha permesso anche di assaggiare annate diverse: la 2002 è un’annata che in vigna ha dato un po’ di problemi ai produttori, è stata infatti molto piovosa, il 2003 è stato un anno molto caldo e le uve hanno concentrato gli zuccheri dando vini più alcolici e in cui i profumi sono stati un po’ schiacciati. Infine un’unico esempio di vino della vendemmia 2004, un’annata eccellente, molto equilibrata che riserverà bellissime sorprese tra i vini piacentini. Non c’è stata nessuna bottiglia che è piaciuta a tutti o che non è piaciuta a nessuno: i vini più barricati sono risultati i preferiti dai ristoratori, mentre il sommellier i produttori e gli appassionati hanno preferito l’affinamento in legno grande o quello in bottiglia.

grande o quello in bottiglia.

Produttore caratteristiche piacevolezza e bevibilità tipicità
Mossi Colore rubino un po’ scarico, riflessi giovani. Al naso un po’ chiuso con profumi di erbe aromatiche. In bocca buono, con un bell’ingresso, una buona acidità, tannino fitto. Vino piacevole che rivela una grande bevibilità anche se non esprime una forte personalità Questo gutturnio esprime una forte tipicità
La Tosa Colore: sfumatura violacee, giovane. Al naso fruttato con accenni di caramella di frutta rossa. In bocca tannini molto morbidi, non ancora completamente maturo. Abbastanza persistente Vino piacevole, buona bevibilità, adatto ad accompagnare salumi non stagionati Il fruttato e la grande morbidezza ne pregiudicano la tipicità
Cardinali Bella veste intensa, rubino violaceo. Naso sottile ed elegante, un po’ chiuso in questa fase ma con eccellenti prospettive. Lungo in bocca, ottima concentrazione, buon equilibrio, tannini non ancora ben amalgamati Vino piacevole e avvolgente, persistente. Discreta bevibilità, si merita ancora un po’ di tempo in cantina. Buon esempio di gutturnio che esprime tipicità e territorio
Torre Fornello Bel colore violaceo compatto. Al naso non molto intenso, qui il fruttato si mischia al sentore tannico. In bocca tannino evidente in un primo momento, lascia poi spazio alle note di frutta. Buona struttura. Vino piacevole che ben si abbina agli arrosti. Buona bevibilità. Buona tipicità anche se forse un po’ troppo fruttato.
Campana Vino di colore rubino. Al naso poco profumato e un po’ sporco con sentori di frutta cotta. In bocca non troppo elegante ma armonico, dal sapore vinoso Vino discretamente piacevole e dalla discreta bevibilità In questo vino non viene esaltata la tipicità del gutturnio
Lusenti Color rubino, naso poco intenso in cui si avvertono frutta e spezie. Bella materia ma in bocca si sentono molto i tannini Un vino di spiccata personalità, con tannini molto in evidenza. Può rivelare la sua piacevolezza in abbinamento con piatti importanti Discreta tipicità, infatti nel gutturnio in genere i tannini sono meno evidenti
La Solitaria Color rubino con riflessi porpora; naso un po’ sporco, in bocca si percepisce una buona materia, è un po’ duro ma la buona acidità lo rende fresco Vino dalla buona piacevolezza e dalla discreta bevibilità Diverso da altri gutturnio forse per la netta prevalenza della barbera, ma chiara espressione del territorio
Lusignani Colore dalla bella intensità e compattezza con riflessi prugna. Naso un po’ chiuso ma con profumi vinosi. Tannino presente, buon corpo, leggera dolcezza. Può maturare ancora Vino piacevole e di buona bevibilità che se matura ancora un po’ può diventare un buon vino da meditazione Vino tipico anche nelle sue imperfezioni
Fratelli
Piacentini
Bel colore molto intenso con riflessi violacei. Al naso lievi sentori di frutta non troppo intensi. In bocca ha suscitato pareri discordi: chi ha avvertito un’eccessiva acidità, chi i tannini troppo coperti dagli zuccheri Un buon vino piacevole ma dalla scarsa personalità. Bevibilità discreta. Abbastanza tipico
Manara Colore viola rossastro, naso un po’ chiuso ma con profumi vinosi. Bocca un po’ pesante con un attacco dolce e finale molto tannico. Vino dalla buona bevibilità e discretamente piacevole Perde in tipicità per cercare eleganza e internazionalità
Croci Bel colore rubino, già maturo, intenso. Naso intenso anche se non molto fine. Si apre lentamente. In bocca presenta una buona struttura, tannini dolci e persistenti, buona acidità. Vino piacevole, di buona bevibilità. Si nota l’affinamento in botte. Vino che ben rispecchia la tipicità del gutturnio.
Il Poggiarello Colore rosso rubino concentrato. Ha bisogno di tempo per aprirsi. Al naso si avverte il legno piccolo (vaniglia) con una nota tostata, il frutto in secondo piano. In bocca ha un buon corpo, è fresco ma con tannini un po’ troppo invadenti Poiché si sentono molto i tannini del legno, è un vino piacevole per chi ama questi sapori. Può rivelare una buona bevibilità in abbinamento con il giusto piatto. Media tipicità; la barrique è un po’ troppo invadente