Colle del Podio, tre giovani sorelle e un terroir d’eccezione…

colle-del-podio-aziendaCome tutte le aziende vitivinicole, nel momento in cui nasce un progetto si è ancora ben lontani dal farsi conoscere, in agricoltura (e particolarmente in viticoltura) i tempi possono essere lunghi, soprattutto se, come in questo caso, si parte dal reimpianto dei vigneti! Siamo nella val Trebbiola, una valle laterale della val Trebbia, sui colli piacentini, qui le giovanissime sorelle Elisa, Florida e Viviana Righi hanno acquistato un podere dalla storia lunga e prestigiosa sulle colline piacentine, qualcuno ricorderà Ca’ dei Frati. Per diverse ragioni, oggi l’azienda ha cambiato nome e con il nuovo nome di Colle del Podio ha davanti a se una lunga strada da percorrere, con la fortuna di avere in mano un piccolo ma prezioso angolo di terra: terra magra, ben esposta, un terroir davvero speciale. Ma la strada che le sorelle Righi intendono percorrere è tutta nuova, infatti pur non abbandonando il solco della tradizione, intendono lavorare secondo i principi di un’agricoltura e di un’enologia moderni.

Abbiamo avuto la fortuna di trovare una bellissima giornata di sole, il modo migliore per visitare l’azienda e la campagna: Colle del Podio si trova sul punto più alto di una collina abbiamo così visitato i vigneti e la cantina. I vecchi vigneti dell’azienda precedente dove c’erano ormai solo piante di oltre 40/50 anni sono stati tutti estirpati per far posto a vigneti moderni. Gli impianti sono stati fatti pensando al futuro, infatti se si rendesse necessario potrebbero essere vendemmiati e lavorati meccanicamente, ma per il momento non siamo ancora a questo punto: se ne occupano le sorelle Righi con la consulenza dell’agronomo Roberto Miravalle che ha anche prestato la propria consulenza per il reimpianto dei vigneti e la scelta delle varietà e dei cloni. Qui ha trovato spazio anche l’Ervi, un vitigno ottenuto dopo lunghi studi, selezioni e prove in campo dall’Università Cattolica di Piacenza incrociando Barbera e Bonarda, ma dovremo aspettare ancora qualche anno prima di poter assaggiare il vino.

In cantina il lavoro è veramente essenziale, pulizia e poca tecnologia: vasche di cemento per le fermentazioni secondo la tradizione e un torchio verticale.

Terra tradizionalmente vocata per i vini rossi, è proprio con il Gutturnio, sia fermo che frizzante, e con un ottimo merlot che l’azienda si presenta sul mercato. Una veste grafica essenziale ed elegante ed ecco le bottiglie nate da anni di lavoro che finalmente sono messe in vendita sia in azienda che in alcuni ristoranti ed agriturismi piacentini: Baccale – Gutturnio sia fermo che frizzante, Le Figure – Merlot Barricato 12 mesi, Sorso Rosso – Merlot d’annata e Pinot Nero. Ma tenendo i piedi ben radicati per terra, le tre sorelle hanno scelto di non abbandonare la tradizione piacentina di vendere parte del proprio vino in damigiana. Siamo certi che vedremo uscire da questa cantina dei bei vini, stiamo a guardare.