Cardinali, Dolce Montepascolo 2006 Moscato vendemmia tardiva

cardinali-dolce-montepascoloIl commento della redazione

Nel bicchiere oro intenso, archetti fitti e incollati alle pareti del bicchiere.

Naso strepitoso, frutta gialla candita pesca ed albicocca, con il passare dei minuti escono note più complesse, di noce dattero disidratato, spezie orientali.

In bocca molto dolce ma equilibrato, con piena corrispondenza al naso.

Vino da vecchie viti e si sente, crescerà con il trascorrere del tempo. Pochissime le bottiglie prodotte, una perla per pochi eletti.

Il produttore: Azienda Agricola Cardinali

Il Dolce Montepascolo raccontato da Laura e Alberto Cardinali

 

Su un leggero pendio esposto a sud est, a circa 220. mt s.l.m. in un terreno di medio impasto, sabbioso-argilloso, dimora da circa 50 anni una varietà molto rara di Moscato giallo alla quale siamo molto legati.

La predisposizione naturale del grappolo e la vocazione della vigna fecero si che fin dalle prime vinificazioni (1973 è stata la prima annata) Giulio Cardinali, nostro padre, decise di interpretare al meglio questa vigna facendone appassire i grappoli in vigna a tralci tagliati e poi vinificarlo in rosa.
Il papà non ha certo inventato nulla di straordinario, ha solo avuto l’attenta sensibilità di ascoltare quello che la vigna gli diceva e che noi da allora manteniamo con grande rispetto.
Negli anni però, non essendoci più le condizione climatiche che ci permettevano di lasciarlo sui tralci fino a Dicembre, viene raccolto verso ottobre in cassette molto basse e poco capienti dove i grappoli vengono adagiati uno ad uno ed uno a fianco dell’altro senza toccarsi ne sovrapporsi e poi viene lasciato ad appassire nel fruttaio, posto sopra alla cantina ed areato naturalmente, per poi essere pigiato dopo Natale. Una volta pigiato riposa in barrique (ne produciamo solo una) nel salotto di casa al caldo del camino ed entra in bottiglia alla fine dell’estate. E’ pronto per essere degustato a Natale dell’anno successivo la vendemmia.

Questo vino è una vera emozione in ogni fase della sua vita: dalla vigna che si affaccia sull’affascinante borgo medievale di Castell’Arquato che domina in ogni stagione, al colore delle bacche abbronzate al sole che appassendo lentamente concentrano profumi e sapori molto intensi, a quando lo versiamo nel calice e lo scopriamo di un colore giallo carico intenso, con aromi che vanno dalla frutta secca all’uva passa alla cannella al ginepro e via correndo verso l’infinito scoprendolo poi in bocca denso, concentrato, profondo, dolce ma non stucchevole, lungo!

Ecco la storia di questo vino fino ad ora, se avrete l’occasione di acquistarne una bottiglia … fatemi sapere come continuerete la sua storia.