Barattieri, la tradizione vitivinicola secolare si rinnova

L'appassimento dell'uva per il Vinsanto - Barattieri

Barattieri viticoltori d’elite da secoli in val Nure.

Abbiamo incontrato Massimiliana Barattieri e l’enologo aziendale Beppe Bassi nello stupendo ed antico palazzo che ospita la cantina, toccando con mano storia e tradizione di questa realtà che si aggiornando alle necessità dei tempi moderni. Un aggiornamento senza, per fortuna, stravolgimenti.

L’aggiornamento è iniziato nelle vigne, gli impianti nuovi che hanno sostituito le vecchie vigne ormai non più produttive, sono stati realizzati con una densità per ettaro intorno alle 4500 piante, impiantando i cloni meno produttivi e più resistenti alle patologie della vite presenti in zona.

La scelta del sistema di impianto è caduta sul guyot semplice, più semplice da gestire anche in caso di una futura raccolta meccanizzata.

L’inerbimento naturale, la fantastica posizione geografica delle viti (le brezze del Nure rendono il clima asciutto e le viti meno attaccabbali da marciumi e parassiti) consentono una lavorazione biologica. Anche se non certificata la conduzione bio della vigna consente di ottenere uve sanissime.

Quando si può disporre di materia prima di ottima qualità vinificare diventa relativamente semplice. Una accurata vendemmia scalare, effettuatta da personale scelto, per raccogliere solo uve perfettamente mature atte a produrre vino “moderno” di struttura senza pregiudicare la bevibilità. La grande qualità delle uve permette di vinificare con dosaggi minimi di solforosa, preservando così aromi e freschezza.

Questo, unito alle fermentazioni a bassa temperatura (non si oltrepassano i 25°) permette di avere vini puliti, fragranti dove il varietale è in evidenza non coperto da un usco massiccio del legno o da note surmature.

Così nascono oggi i vini di Barattieri, puntando alla valorizzazione dei classici vitigni piacentini, barbera e bonarda e malvasia aromatica di Candia. Una politica aziendale molto territoriale.

Grande cura è pure riservata ai classici vini frizzanti del territorio, oggi non più rifermentati in bottiglia ma in autoclave, con rifermentazioni lunghissime che coprono un periodo variabile tra i 4 e 6 mesi.

La rifermentazione è resa possibile da una piccola aggiunta di mosto conservato appositamente al freddo.

Questa l’azienda Barattieri di oggi, con un bellissimo “trait d’union” tra l’oggi e la storia. Il Vinsanto. Malvasia passita nelle solane, e nelle solane torna per affinarsi col il lento trascorrere degli anni. Grande, grandissimo vino, un bicchiere dove la storia di una famiglia incontra il presente.

La storia dell’azienda è meglio gustarla in loco, nel palazzo settecentesco che ospita la cantina. La bellisima bottaia, nell’antica cantina, le solane e la vinsanteria, le bottiglie antiche dalle bellissime etichette con finiture in oro zecchino, vini dai nomi evocativi per quei tempi lontani ( magari oggi fanno sorridere) come Bordò, Müller, Rosso di Albarola il predecessore dell’odierno Gutturnio.

ACQUISTO E DEGUSTAZIONE

Vale certamente la pena di venire direttamente in azienda sia per conoscere la bella Val Nure, sia per il fascina di questo luogo carico di storia. Ma per chi non potesse venire sulle nostre colline è possibile assaggiare e acquistare i vini di Barattieri in diverse enoteche e ristoranti in Italia, ne citiamo solo alcuni: Osteria del Teatro, all’Enoteca di Stradone Farnese e alla Canteina a Piacenza, a Milano l’Enoteca Peck, a Parma Ristorante il Cortile, Enoteca Galvani, Enoteca Drogheria Pedrelli e Trattoria le Viole, a Riccione Vicolo di Bacco.