Anguissola, Riva del Ciliegio 2003, Pinot nero Emilia IGT

Anguissola, Pinot nero Riva del Cigliegio 2003Recensione del vino

E’ la prima volta che recensiamo un vino a venire. Abbiamo aperto questa bottiglia il vino scende nei calici molto molto concentrato, ce lo aspettavamo conoscendo le vigne e data l’annata 2003, torrida anzi equatoriale.

Al naso è parecchio sporco, si pulisce con il tempo ma occorre aspettare a lungo.

In bocca è una belva, tannini molto presenti e molto duri, un frutto giovanissimo e molto molto potente, il legno è praticante inavvertibile.

A nostro parere è un vino da scordare in cantina, diverrà un grande pinot nero basta avere la pazienza di aspettarlo qualche anno. Non sarà mai un pinot nero giocato sulla finezza ma l’annata caldissima in un vino vero la si deve scontare.

Scheda del vino

  • Denominazione: Riva del Ciliegio 2003 – Pinot nero Emilia IGT
  • Uve: Pinot Nero 100%
  • Vigneti e sistema di allevamento: Cru proventente dalla vigna Riva del Ciliego, la parcella migliore dell’ettaro di Alberto. L’allevamento è guyot semplice un solo capofrutto a 5-6 gemme, con una densita di 6000 piedi per ettaro.I diradamenti sono effettuati in modo drastico, la resa per ettaro in uva nel 2003 è stata di 35 q. La vendemmia viene effettuata manualmente, raccogliendo il prodotto in piccole casse.
  • Vinificazione e affinamento: Dopo la pigiadiraspatura il vino sosta sulle bucce per circa 40 giorni, dopo la svinatura viene affinato in barrique di primo e secondo passaggio per circa 12 mesi. Niente filtrazioni solo un paio di travasi di pulitura a cui fa seguito l’imbottigliamento e un ulterire affinamento in bottiglia.
  • Gradazione alcolica: 14,5% vol.
  • Temperatura di degustazione: 20° C
  • Piatti a cui si abbina: Piatti importanti di carne rossa e selvaggina formaggi d’alpeggio molto stagionati.

Il produttore: Alberto Anguissola

1 ettaro di Pinot noir, 1 ettaro di viticoltura eroica di montagna. 5.000 bottiglie di passione pura. Alberto Anguissola ritorna alla terra dei nonni, per ora solo a part time, in quel dei Casè (espressione dialettale per Casal Pozzino) piantando le viti nel periodo che va dal 98 al 2000, ora si sta ristrutturando una vecchia casa da cui ricaverà la cantina per la vinificazione ed invecchiamento. L’altezza degli vigneti è intorno ai 550 metri, l’esposizione è a sud su un pendio molto erto.