Alla scoperta dei sapori a Vigoleno

Arrivare a Vigoleno è come fare un tuffo indietro nella storia. E’ un luogo bellissimo, dove le attività commerciali sono poche e integrate nell’architettura dell’antico borgo che si presenta con la targa “Uno dei borghi più belli d’Italia”. Vigoleno è un borgo piccolissimo sulle colline del piacentino, nel comune di Vernasca e nei suoi cortili troviamo una locanda antica, arredata in stile rustico, con un bel camino e divisa in 3 sale per un totale di 130 posti. E’ gestita da due generazioni di una stessa famiglia e propone piatti tipici piacentini e parmigiani accompagnati dai vini bianchi e rossi di produzione locale.

L’angolino più bello di tutta la locanda è un balconcino stretto stretto sul retro della locanda che guarda sulla Valle Stirone e sul parco stesso. Perfetto per degustare una buona scodella di vino rosso chiacchierando e guardando l’orizzonte. Per scoprire qualcosa di più sulla cucina abbiamo parlato con il figlio, Raffaello. “La nostra famiglia gestisce la locanda dal 1968, hanno iniziato mia madre Elsa Butteri e mio padre Pietro Illica Magrini, ora ci lavoriamo anche io e mia moglie Giuseppina. I nostri piatti forti sono i Gigli alle ortiche, i broccoletti di castagne, la frittata di funghi porcini, i bocconcini di pollo ai funghi e quando comincia la stagione più fredda il cinghiale alla cacciatora e l’asinina stufata con la polenta. Lasciamo l’ottimo Vin santo di Vigoleno per i dolci e serviamo duante i pasti Monterosso, Ortrugo, Malvasia e Gutturnio. Non siamo tanto noi a proporre, le persone che vengono a mangiare qui arrivano già determinate a degustare i vini dei Colli Piacentini, noi cerchiamo di proporre vini di qualità prodotti dai produttori locali, ma spesso sono le persone che arrivano da Milano, Cremona, Brescia e anche da Parma e Piacenza che ci chiedono già il Gutturnio piuttosto che il Monterosso o la Malvasia.”

Un’altro aspetto interessante dell’enogastronomia piacentina sono le merende, una vecchia buona abitudine della zona che era quasi sparita e che ora sta riprendendo piano piano ad interessare molte persone. “Dalle 4 alle 6 del pomeriggio serviamo salumi e formaggi con una buona bottiglia di bianco da bere nella scodella. Il materiale e lo spessore della scodella esltano il gusto del vino, questo può essere uno dei motivi di questa tradizione, un altro motivo di cui mi hanno detto ma di cui non sono certo è che la scodella aiuta a riconoscere se il vino è o no nostrano: se lascia la macchia è nostrano, altrimenti no. Anche apparecchiando per il pranzo o la cena mettiamo la scodella, ma aggiungiamo anche il bicchiere per l’acqua o per le persone che non rinunciano facilmente alle proprie abitudini”.

E voi lettori cosa sapete della leggenda della scodella? Raccontatecelo e sveleremo l’arcano!
Per saperne di più: www.vigolenoitaly.com (http://www NULL.vigolenoitaly NULL.com/)

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